Resoconto di viaggio di Paolo e Julienne Schafer

Riflessioni del nostro viaggio in Israele dal 27 Aprile al 2 Maggio 2018.

Questo viaggio in Israele, il primo per Julienne e me, è stato una grande benedizione!

Arrivati al aeroporto di Tel Aviv ci siamo subito resi conto che la sicurezza in Israele è molto più evidente di quella a cui siamo abituati in Italia. Il gruppo con cui abbiamo viaggiato si è riunito per partire insieme con un autobus per Betlemme dove avevamo la prenotazione per l’hotel. Le comodità nell’hotel, la colazione e la cena sono sempre state molto buone. Colgo l’occasione per ringraziare l’ Associazione Le Terre della Bibbia per l’ottimo servizio e accompagnamento durante tutto il viaggio.

Il primo giorno abbiamo visitato diversi siti a Gerusalemme, tra cui: il muro del Pianto (Kotel) dove ci siamo potuti avvicinare al muro per pregare. Le mura antiche di Gerusalemme; la Chiesa di Sant’Anna; il monte degli Ulivi; il giardino di Getsemani; la valle di Ben Innom = Geenna (ge-Hinnom) ora è un giardino, ma per secoli fu un luogo per bruciare l’immondizia e per seppellire i poveri. Poichè allora il fuoco ardeva sempre era un simbolo del luogo di eterna dannazione. La valle del Chedron dove abbiamo visto la tomba monumentale di Absalom e la tomba del Profeta Zaccaria. In tarda mattinata abbiamo visitato il sito (tradizionale) della crocifissione di Gesù e il giardino dove c’è il sepolcro, dove la tradizione indica che Gesù fu sepolto. Un Pastore è entrato per poi uscire e ha detto, ” non è qui!” In quel sito hanno scavato una grotta abbastanza grande per fare entrare 50 persone; lì abbiamo cantato le lodi del Signore, pregato insieme e celebrato la cena del Signore. Fu un tempo particolarmente commovente per tutti nel nostro gruppo. Per pranzo siamo andati a visitare e ci siamo fermati per il pranzo in un Kibbuzim (una comunità di persone che vivono, lavorano e condividono tutto tra loro).

Il secondo giorno abbiamo visitato la zona intorno a Hebron che si trova nel territorio della Giudea, ch’è in parte sotto l’amministrazione Palestinese e in parte amministrato dello Stato di Israele. Abbiamo visitato le Tombe dei Patriarchi dove Abramo ha sepolto Sara, sua moglie, nella grotta del campo di Macpela di fronte a Mamre (Genesi 23:19). Anche Abramo è stato sepolto lì (Genesi 25:9-1). Poi, dopo molti anni Rebecca e Isacco e più tardi ancora anche Lea e Giacobbe (Genesi 49:29-32). È ovvio che oggi ciò che si vede sono le tombe monumentali che si trovano sotto una Sinagoga Ebraica e una Moschea Musulmana. Comunque, il sito è storicamente attendibile.

Da quel sito siamo poi andati a visitare Susya, una comunità ebraica che si è stabilita probabilmente dopo la distruzione di Gerusalemme nel anno 70. Hanno scavato nella terra arida per crearsi delle abitazioni sotterranee. Per diverse generazioni hanno continuato a vivere in quel luogo fino a circa l’anno 800, quando, per motivi sconosciuti, gli ultimi sono scomparsi. Durante la nostra visita dentro uno dei locali scavati un uomo Giudeo, vasaio, stava lavorando alla ruota. Faceva dei vasi di argilla e ci ha chiesto di leggere della Bibbia i primi 10 versetti del capitolo 18 del Profeta Geremia. Era impressionante sentire la lettura della Parola mentre lui faceva un vaso; poi si guastò e lui impastò di nuovo l’argilla e ricominciò a fare un altro, vaso applicando allo stesso tempo i versetti alla vita di fede attuale e all’opera di Dio nella nostra vita. Dopo siamo andati a mangiare presso una comunità Ebraica. Nel pomeriggio abbiamo partecipato all’incontro di circa 500 credenti provenienti da 13 nazioni con il governatore di Hebron e altri rappresentanti. Questo evento particolare si è svolto sul sito dove la tradizione vuole che Abramo abbia incontrato Il Signore e 2 angeli (Genesi 18 e 19). Abbiamo avuto un tempo di preghiera e intercessione per la Giudea e per Israele. Mi sono ricordato della intercessione di Abramo in favore di Sodoma e che fu il Signore che diede lui la possibilità di supplicarLo per la salvezza dei giusti, se ci fossero. Ho riflettuto sul privilegio e la grande responsabilità che il Signore ci dà di intercedere per tutti gli uomini (1 Timoteo 2:1-2).

Il terzo giorno abbiamo attraversato la città di Gerusalemme per prendere la strada che scende verso Gerico. Dopo pochi chilometri tutto il territorio diventa arido. È impressionante vedere soltanto rocce, terra argillosa e sabbia in ogni direzione. Gli unici spazzi verdi sono delle piantagione di palme da datteri che si stanno sviluppando gradualmente per ricuperare la terra alla produzione di questo frutto richiesto anche per l’esportazione. Prima di arrivare a Gerico e prima del Mar Morto abbiamo percorso la strada per il sito di Qumran. Questo è il luogo dove nel 1947 un giovane pastore ha “per caso” lanciato un sasso in una grotta e ha sentito un suono come di un vaso che si era infranto. In seguito sono stati riportati alla luce centinaia di rotoli (documenti) e di nuovo nel 1956 altri sono stati ritrovati per un totale di circa 900 documenti compresi testi della Bibbia ebraica. La visita è stata veramente interessante.

Dopo abbiamo continuato a scendere fino alla riva del Mar Morto dove alcuni hanno fatto il bagno. Il Mar Morto, che si trova a 430 metri sotto il livello del mare, è il punto più basso al mondo sulla terraferma. Poi siamo andati a Gerico per mangiare in un ristorante arabo. Nel pomeriggio siamo andati al fiume Giordano per un tempo di lode e adorazione accompagnato da una breve meditazione della Parola di Dio. Ci trovavamo vicino al luogo dove, secondo la tradizione, Giovanni Battista battezzava quelli che rispondevano al messaggio profetico che li chiamava a prepararsi per la venuta del Messia. Forse è il luogo dove Gesù è stato battezzato e dove lo Spirito Santo è sceso su di Lui in forma di una colomba.

L’indomani abbiamo lasciato Betlemme e Gerusalemme per viaggiare lungo le strade moderne e ben attrezzate di Israele per giungere al lago di Galilea (Tiberiade) e poi proseguire fino a Capernaum (Cafarnao). Lì abbiamo visitato una antica sinagoga. Molto vicino si trova una casa antica che si ritiene sia stata la casa di San Pietro. A qualche chilometro abbiamo visitato il luogo tradizionale dove Gesù ha moltiplicato dei pani e dei pesci. Abbiamo proseguito per giungere a un ristorante vicino alla riva del lago dove abbiamo mangiato “il pesce di San Pietro”.

Quel pomeriggio abbiamo navigato sul lago di Galilea. Una esperienza straordinaria!

Ci siamo ricordati di tutti gli eventi della vita di Gesù e dei Suoi discepoli che sono successi sul lago, sulla riva del lago e sulle colline intorno al lago. Mentre eravamo sul battello ho condiviso con il gruppo la storia della pesca miracolosa e la chiamata dei primi discepoli di Gesù (Luca 5:1-11) e l’apparizione di Gesù ai Suoi discepoli in riva al mare, la seconda pesca miracolosa (153 grossi pesci) e la chiamata particolare di Pietro (Giovanni 21:1-19). E voglio ricordare a tutti i lettori: “”Gesù disse, “Non temere: d’ora in poi sarai pescatore di uomini. Seguimi “”.

Il ritorno a Tel Aviv e la visita a Giaffa per mangiare in un ristorante arabo con davanti una statua “del grande pesce” che ha inghiottito il profeta Giona sono stati gli ultimi momenti prima di andare all’aeroporto per prendere il volo di ritorno in Italia.

Voglio incoraggiare chiunque abbia la possibilità di fare un viaggio in Israele di andare con la certezza di essere arricchito nella conoscenza approfondita della Bibbia; di ricevere un peso maggiore per pregare per i Giudei e i Palestinesi; e di avere la opportunità di aiutare economicamente la popolazione in contrasto con quelli che vogliono boicottare i prodotti di Israele.

Preghiamo per questi popoli affinché possano trovare “la via della pace” perché Gesù disse: “… non mi vedrete più, finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”

Con amore, Paul & Julienne Schafer

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